PIATEDA
PROFILO STORICO
Il piano di Piateda era disabitato o scarsamente popolato sino a che il mutamento del contesto economico ha provocato, circa cinquanta anni fa, il fenomeno del sorgere degli attuali insediamenti con un processo molto rapido che ha portato allo spopolamento della montagna. Alcuni di questi antichi abitati, molti dei quali si sono ridotti a sedi temporanee, sono situati sul terrazzo morenico posto sul lato orientale della soglia sospesa del Venina; si vede chiaramente sull'altro lato della valle il terrazzo occidentale situato alla stessa altezza, in comune di Faedo, il quale anche se non abitato è accuratamente coltivato a vite e a campo.
Le miniere di ferro
La storia e l'identità del comune di Piateda sono sempre state storicamente condizionate dal vasto territorio della Val Venina: questa dovette favorire l'insediamento umano e i commerci grazie allo sfruttamento delle risorse minerarie. Fin dall'antichità i giacimenti di ferro dovettero trovare una qualche forma di utilizzazione: già alla fine del '300 si trova citata la Val d'Ambria. L'estrazione e la lavorazione del ferro continuarono sotto la dominazione Grigiona fino al '700. Si ebbe una ripresa con la Repubblica Cisalpina(1797): ma fu un episodio di breve durata, Proprio sopra il lago artificiale di Venina, a 2.200 metri, -si trovano ancora tracce delle miniere e dei forni fusori.
Ambria e Agneda
I due villaggi di Ambria e Agneda (a 1.200/1.300 m. s.l.m.) dovettero trovare proprio in queste risorse una ragione in più per svilupparsi. In essi, del resto, troviamo tracce artistiche di rilievo (vedasi le chiese di S. Gregorio e di S. Agostino - con i dipinti del Valorsa ) che rimandano ad un ruolo tutt'altro che secondario di questi villaggi nascosti tra le montagne. Solo recentemente, del resto, la popolazione si è progressivamente spostata verso il fondovalle: in origine una fitta trama insediativa si distribuiva sulla montagna anche tra Piateda alta e Boffetto. Così ritroviamo i ruderi di contrade come Castellaccio o Bettoli ormai celati dalla fitta vegetazione del bosco o le chiese di S. Vittore e di S. Croce, devastate dai ladri e diroccate. Si pensi che la chiesa di S. Vittore - oggi sperduta in un bosco di castagni e più volte depredata - esisteva già nel 1493 e conteneva numerose opere d'arte e d'artigianato tra cui una tela di Gio. Pietro Ligari (ora nella chiesa del SS. Crocifisso).
Boffetto
Di rilievo anche il piccolo centro di Boffetto - toponimo che pare legato alla presenza dì una fucina con. un mantice, «Bufét» - con numerosi elementi distintivi: dall'antico ponte sull'Adda alla çhiesa di S. Pietro Martire (si pensa che il campanile fosse in origine una torre), alla contrada Paleari con un grande edificio plurifamiliare ove si intravvedono scorci dell'antica formazione urbanistica medioevale: una finestra con inferriata e cornice a graffito millesimata «1690» ed una corte interna difesa da un robusto portone d'ingresso.
INQUADRAMENTO TERRITORIALE E TAVOLE DEL COMUNE
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