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Comunita Montana di Sondrio
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LA ZONA OROBICA E I SUOI SENTIERI

Chi percorre la Valtellina e sicuramente colpito dal versante retico terrazzato e coperto da vigneti. La sponda orobica si presenta invece più impervio, coperta da una fitta vegetazione già dal fondovalle e dunque meno favorevole all'insediamento umano. In autunno, quando gli alberi si spogliano delle foglie, si scoprono i boschi terrazzati un tempo campi e vigneti, e si vedono le antiche contrade abbandonate e invase dalla vegetazione perché gli abitanti, ormai da decenni sono scesi a fondovalle.
Nelle Orobie le abitazioni in pietra ospitavano diversi nuclei famigliari di contadini che ogni giorno, con caparbietà, strappavano al bosco un pezzo di campo dove poter seminare patate, miglio, segala canapa, viti. ll bosco era un'importante fonte di sostentamento grazie alla raccolta delle castagna delle foglie che servivano da strame per le bestie, della legna da ardere. Nei boschi delle valli orobiche, nei tempi passati, era molto fiorente l'attività di estrazione del ferro e questo spiega la presenza, ad esempio in Valmadre, di comunità numerose intorno al XX° e XVI°secolo. La popolazione delle Orobie Valtellinesi era decisamente numerosa anche grazie agli intensi scambi commerciali che avvenivano lungo le moltissime vie di comunicazione verso le Orobie Bergamosche. Quasi ogni passo, nonostante siano tutti al di sopra dei 2000 metri di altitudine era una via di commercio attraverso la quale venivano trasportati vino, carbone di legna, ferro, prodotti caseari, prodotti artigianali. Gli abitanti delle Orobie Valtelllnesi avevano rapporti stretti ed intensi con i bergamaschi mentre erano scarsissimi gli scambi con i valtellinesi del versante retico.
Percorrere i sentieri e le mulattiere delle Orobie significa riscoprire aspetti storici ed etnografici. E' sicuramente interessante vedere gli strumenti attraverso i quali si procedeva alla trasformazione dei prodotti della montagna: i mulini ad acqua, le pile dove si pestavano le castagne secche le fucine dove venivano forgiati gli attrezzi in ferro.
Passeggiare nelle Orobie significa soprattutto riscoprire una natura incontaminata. Bellissime le fioriture primaverili del sottobosco con primule, scilla crochi e bucaneve. Nei boschi si possono riconoscere il castagno, il tiglio, la quercia, il frassino, il faggio, l'ontano, la betulla, il nocciolo, il ciliegio ed il lance. Le caducifoglie sono le piante più diffuse e tuttavia non dirado si vede l'abete rosso, il pino silvestre, qualche tasso e qualche agrifoglio.
Nel bosco non è difficile incontrare il capriolo, la volpe, la lepre, lo scoiattolo, la fama, il tasso, il ramarro e, nelle zone umida la rana verde e/a salamandra. Numerosi sono anche gli uccelli che riempiono il bosco di suoni diversi: il cuculo, il picchio verde, il picchio muratore, la ghiandaia, l'upupa.
Nelle Orobie non mancano anche spettacolari fenomeni naturali, come la forra dell'Armisa, creatasi perché la valla dopo le glaciazioni si è trovata sospesa ed il torrente ha scavato nella roccia per raggiungere il fondovalle. O come le marmitte dei giganti, un affascinante spettacolo lungo il torrente Serio, formatesi con l'azione dell'acqua che scorreva sotto i ghiacci e che ha portato alla costituzione di cavità emisferiche e cilindriche entro rocce compatte.
Le Orobie sono uno spettacolo naturale che l'uomo nel corso dei secoli non ha rovinato. Un paesaggio da conoscere, da salvaguardare e da valorizzare.

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