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Comunita Montana di Sondrio
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NOTE SULL'AMBIENTE NATURALE

L'area interessata dal percorso è costituita da terreni prevalentemente di origine glaciale e limitati depositi di versante sul lato a nord. La morfologia infatti rivela una serie di cordoni morenici, dovuti a fasi glaciali successive e ormai colonizzati da una fitta vegetazione.
Da un punto di vista geologico abbiamo un substrato lapideo costituito da gneiss e micascisti della Falda Margna che affiora localmente tra i depositi morenici. Queste rocce formano una depressione strutturale nella quale è impostato il bacino del Lago Palù. A nord e a sud di questa depressione vi sono cospicui affioramenti di serpentiniti della Val Malenco.
Il Lago Palù è endoreico, cioè privo di sbocchi in superficie; le sue acque sono convogliate nel torrente Braciasco mediante una derivazione artificiale, ma vi confluiscono pure in modo naturale attraverso una comunicazione sotterranea costituita da un articolato sistema di fratture nella roccia ed evidenziata da una serie di sorgenti circa in corrispondenza del Paluetto.
Il Paluetto è una piana alluvionale impostatasi in una conca di origine morenica.
Per quanto riguarda la vegetazione questa in generale è influenzata dal terreno, dall'esposizione, dall'acclività, dal clima, e da altri fattori abiotici.
Sulle alpi l'elevata escursione altitudinale offre una varietà di ambienti caratterizzati da associazioni vegetali estremamente differenziate.
Nell'area interessata dal nostro itinerario, sebbene il dislivello massimo del percorso non sia rilevante, è possibile verificare una evidente differenziazione della vegetazione in funzione della quota.
Oltre ai fattori geografici e climatici ha però influito l'intervento dell'uomo che, nei secoli più vicini al nostro, ha utilizzato le risorse del bosco e dei pascoli per le sue attività; in tal modo si sono create situazioni ambientali particolari che hanno artificialmente favorito il prevalere di alcune specie nei confronti di altre.
Tipici esempi sono i pascoli che, coperti un tempo da vegetazione arborea ed oggi abbandonati, offrono ampi spazi alle specie pioniere per la ricolonizzazione dei versanti. In qualche caso il bosco stesso ha assunto un'aspetto difficilmente giustificabile solo sulla base delle regole che sono proprie dei rapporti ecologici di competizione e di adattamento delle specie e che determinano le strutture delle associazioni.
Il percorso si sviluppa in un'area caratterizzata da bosco misto di conifere, ma nella parte bassa è ancora abbondante la pre-senza delle latifoglie. Salendo di quota queste ultime divengono sempre meno frequenti in quanto le aghifoglie, per effetto della ridotta superficie dell'apparato fogliare, sono senz'altro meglio attrezzate a sopportare i rigori climatici. E' perciò possibile riscontrare ancora la presenza dì qualche sorbo degli uccellatori, dell'ontano verde, che ha nella forma prostata una buona difesa dal clima freddo, e della betulla, altra specie particolarmente resistente alle inclemenze climatiche e della quale è possibile osservare esemplari a portamento assai irregolare e tronco contorto anche in vicinanza del Lago Palù.
Il bosco di conifere è caratterizzato per tutto il dislivello dalla presenza dell'abete rosso costantemente associato al larice. Pino silvestre, pino mugo e pino cembro sono invece presenti solo in determinate stazioni. Il pino silvestre è abbondante nelle zone meglio esposte alla luce del sole e scompare dove la pecceta (bosco di abete rosso) è più sviluppata.
Il mugo ha un esteso areale a monte del percorso che unisce i «Barchi» col «Barchetto». Il pino cembro staziona esclusiva-mente sul versante orientale della conca del Lago Palù.
Il sottobosco è caratterizzato da specie arbustive quali il rododendro e, nella parte alta, il ginepro, un tempo abbondantissimo soprattutto intorno al lago.
Vi è poi il mirtillo nero e il mirtillo rosso; abbondante e ricca di specie è pure la flora, anche se il riconoscimento delle piante non sempre è agevole al di fuori del periodo di fioritura. Tra di esse risultano diffusi gli anemoni, la daphne, l'erioforo, l'arnica, diverse ericacee, alcune orchideacee tra cui la nigritella, la centaurea, ecc. La zona presenta pure condizioni favorevoli alla crescita dei funghi.
Dal punto di vista faunistico la possibilità di osservazioni dirette è generalmente limitata all'avifauna. Nella zona vi è la presenza più o meno stabile di capriolo, cervo, volpe, tasso, ermellino, lepre, scoiattolo, pernice bianca, ecc. dei quali talora sono rilevabili le tracce.

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