DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO
L'itinerario prende avvio dalla colonia estiva. In corrispondenza del porticato, a meridione dell'edificio, si esce dalla recinzione e si imbocca un sentiero che procede verso occidente.
Dopo poche decine di metri si giunge in corrispondenza di un piccolo bosco di faggi (sulla destra). Il faggio (Fagus sylvatica) è la latifoglia a più ampia diffusione, con il castagno, nella regione alpina. Questo bosco è interessante in quanto vi si trovano diversi vecchi esemplari nella loro naturale forma ad alto fusto; cosa ormai rara in quanto, per aumentare la produttività in legna, le faggete sono abitualmente mantenute a ceduo.
Il motivo per cui questi faggi hanno evitato la scure dipende dal fatto che ci troviamo nelle proprietà di alcune antiche famiglie pontasche particolarmente benestanti, che hanno privilegiato l'aspetto estetico del bosco a quello produttivo. In buona parte del percorso risulta evidente la mano dell'uomo che ha modellato il paesaggio piantando specie esotiche ed alberi da frutto o realizzando siepi e filari ai margini delle strade; tutto ciò sarà per noi occasione di osservazioni sempre nuove ed interessanti.
Subito dopo la faggeta, attraversato un praticello, si entra in un appezzamento fittamente coperto da un bosco di conifere caratterizzato dalla presenza dell'Abete di Douglas (Pseudotsuga menziensii) di cui sono riconoscibili, in terra, le caratteristiche pigne.
Si attraversa quindi un altro prato per portarsi su di un sentiero pianeggiante ben marcato. Incontriamo in questa zona numerose latifoglie quali il frassino (Fraxinus excelsior), la roverella (Quercus pubescens), la betulla (Betula pubescens), l'ontano bianco (Alnus incana), il pioppo nero (Populus nigra) e, tra quelle da frutto, il castagno (Castanea sativa), il noce (Juglans regia) ed il ciliegio (Prunus avium).
Si arriva quindi all'incrocio con una ripida stradina da percorrere in salita per alcune decine di metri, per poi prendere verso sinistra lungo una strada agro-forestale. Qui è possibile osservare le siepi di biancospino (Crataegus monogyna) che delimitano la strada ed alcuni esempi di faggeta governata a ceduo. Si rilevano, inoltre, i primi segnali della transizione dal bosco di latifoglie a quello di conifere.
Superato un caratteristico insediamento rurale e dopo aver osservato ai margini del sentiero lo spinoso prugnolo (Prunus spinosa) ci si affaccia sulla valle del torrente Rhon. Qui l'esposizione e le correnti d'aria, unitamente ad un suolo meno evoluto determinano le condizioni per un brusco cambiamento della vegetazione. Dominano infatti le conifere, abete (Picea abies) e larice (Larix decidua), ed il sottobosco evidenzia il rododendro (Rhododendron ferrugineum) ed il ginepro (Junniperus communis).
Il sentiero sale ora nel bosco per giungere, dopo un dislivello di circa 60 metri, all'amena conca in località Zocca, dove una breve sosta consente sia di riprendere fiato, sia di osservare la vistosa crescita, sugli abeti rossi, dei licheni del genere Usnea.
Da questo avvallamento si gode di una bellissima vista sulle Alpi Orobie e si procede poi in piano verso oriente per raggiungere nuovamente la strada in prossimità di alcune case dove si imbocca un sentiero selciato che conduce alla chiesetta. Sono visibili specie arboree introdotte dall'uomo quali l'ippocastano (Aesculus hippocastanum), il cedro deodara (Cedrus deodara) il pino strobo (Pinusstrobus) ed il faggio purpureo. Da qui, dopo poche centinaia di metri, si raggiunge il punto di partenza alla colonia.
Lungo tutto l'itinerario, in relazione alla stagione in cui lo si percorre, è inoltre possibile osservare un discreto numero di piante erbacee e di fiori.
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